eBook-readers a quota 140mila in Italia

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Sono due mercati diversi, due differenti velocità. Con un unico punto in comune: un Natale che, al netto della crisi economica, ha segnato l’avvio della prima vera diffusione di massa di tablet e lettori di libri digitali. Con vendite raddoppiate quasi ovunque.

Negli Stati Uniti gli ebook viaggiano a una quota che per altri è fantascienza. Stando all’ultima ricerca commissionata alla A. T. Kearney da Bookrepublic, la quota di mercato dei libri digitali in America ha raggiunto il 20 per cento, contro lo scarso 2,4 dell’Asia e l’1,1 dell’Europa. Un giro d’affari da due miliardi e quattrocento milioni di dollari su scala planetaria, dei quali due sono generati a New York e dintorni. Dove da novembre è stato lanciato da Amazon il prestito digitale. Comprando un ebook su Amazon, lo si può prestare per due settimane a chiunque, ma sparisce dal proprio Kindle. Solo se l’editore consente questa possibilità. Non si sa quando, ma dovrebbe arrivare pure da noi.
La cosa straordinaria è l’exploit natalizio dei device che permettono di comprare e leggere i libri digitali. Negli Stati Uniti il numero di tablet e ebook reader, dagli iPad Apple ai Kindle di Amazon, è passato da quaranta a ottanta milioni di pezzi divisi fra le due tipologie.
Da noi sarebbero invece circa centoquarantamila gli ebook-reader, mentre i tablet ammonterebbero a settecentomila. Solo la Spagna, in Europa, è più indietro. E questo si riflette sulla diffusione dei libri digitali che in Italia è circa dello 0,5 per cento contro il 7 dell’Inghilterra, unico colosso del vecchio continente.
Eppure l’ultimo Natale per tablet ed ebook è stato roseo anche da noi. A giugno del 2011, secondo l’Associazione Italiana Editori (Aie), erano appena quattrocentomila mentre ora superano il milione.

Intanto l’unico Paese che regge il confronto con gli Usa è la Corea del Sud. Rappresenta la metà del mercato asiatico, con gli ebook che sono il 14% del totale di libri venduti.

I dati di Bookrepublic confermano un primato noto. Da noi nel 2015 gli ebook dovrebbero aver raggiunto circa il 6 o 7 per cento del mercato, così come in Francia e Germania. Contro però il 17 per cento di Canada, Inghilterra e Corea del Sud. Non si tratta più solo di un ritardo, ma di due universi. Due gruppi di Paesi che in fatto di ebook viaggiano a ritmi differenti.
L’Aie a novembre aveva parlato di numeri diversi, ben più bassi per l’Italia. I libri digitali allora valevano appena lo 0,04 per cento, fra i tre e i quattro milioni di euro l’anno. Il miracolo natalizio avrebbe quindi portato a un aumento fino allo 0,5 per cento. Più che probabile, visto lo sbarco del Kindle Store da noi a dicembre.

«Non forniamo dati sui singoli Paesi», spiega Martin Angioni, a capo di Amazon Italia. «Sappiamo però che negli Stati Uniti a maggio gli ebook venduti hanno superato quelli di carta sul nostro store. E sappiamo che questa maggiore velocità del mercato si verifica dopo due anni dal lancio dei device per fruire i libri digitali».
Appuntamento quindi al 2014. Tenendo presente che le stime fatte da A. T. Kearney, per quel che riguarda i tablet, sono forse perfino troppo basse. È noto che durante le ultime nove settimane del 2011, le vendite di Kindle Fire e i suoi fratelli minori sono aumentate del 177 per cento. Confermando che si tratta dell’unico vero antagonista dell’iPad.

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