“Crowdfunding” e “brand content marketing”, così cambia l’editoria

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Crowdfunding per finanziare la pubblicazione di libri, diffusione sempre più vasta dell’editoria digitale, spostamento della pubblicità dalle inserzioni classiche al brand content: sono solo alcuni degli elementi che stanno rivoluzionando l’editoria nell’èra digitale e dei quali si è parlato oggi, nella prima giornata della Social Media Week, nell’ambito del panel dedicato a “The future of publishing”.

Ci sono principalmente tre aspetti legati alla dematerializzazione dell’editoria.
La disintermediazione, prima di tutto, che porta come conseguenza il progressivo impoverimento di rendite di posizione come quelle dei distributori.
I nuovi modelli di business che l’editoria digitale permette di sperimentare: come le piattaforme che, dietro il pagamento di un canone, consentono accesso illimitato al proprio catalogo.
Il terzo elemento è costituito da impatto e utilità che i social media possono avere nella promozione e diffusione dei libri digitali laddove tenderà a sparire la figura del promotore. L’idea alla base di questa nuova realtà editoriale è: creare communities di lettori cosiddetti “attivi” intorno ai libri, partendo dal finanziamento della loro pubblicazione (attraverso il crowdfunding) e passando per il coinvolgimento nel processo creativo.

Il Brand content marketing è infine la nuova frontiera della pubblicità sul web. Il principio della vendita degli spazi pubblicitari sulla base del pubblico che li visiterà è sempre meno efficace. Più che vendere il proprio pubblico, i media devono vendere agli inserzionisti gli interessi di questo pubblico. Per questo anche i siti web dei grandi giornali si orientano sempre di più alla creazione di spazi dedicati a un determinato brand e ai suoi contenuti, con la possibilità non solo di attrarre un pubblico certamente interessato a quelle tematiche e, dunque, un potenziale cliente, ma anche di quantificare effettivamente la visibilità di quel brand e dei suoi contenuti.

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