Fra e-reader e tablet il vincitore è lo smartphone

I lettori di ebook scelgono sempre di più lo smartphone come modalità più comoda per leggere, anche se molto dipende dalle circostanze e dall’ambiente. Le sorprese nel mondo digitale non mancano mai: i risultati di una recente indagine Nielsen negli USA. Quali saranno gli effetti della lettura degli ebook sullo smartphone

L’imbarazzo della scelta

Qualche anno fa ci domandavamo se gli ebook si sarebbero letti sugli e-reader, come il Kindle, o sui tablet, come l’iPad. Per questo secondo partito era facile parteggiare perché si pensava che con gli e-reader non ci sarebbe stata la possibilità di sviluppare contenuti di nuova generazione resi possibili dalle caratteristiche avanzate dei tablet. Gli ebook sugli e-reader erano, e sono rimasti, delle copie digitali dei libri e non gli hanno aggiunto o tolto nulla: la loro natura è di somigliarli il più possibile. Jeff Bezos, il boss di Amazon, è stato chiaro quando, nel difendere il minimalismo del Kindle, ha dichiarato: «Che cosa possiamo aggiungere a Guerra e pace? Niente!». E invece ce ne sarebbero parecchie di cose da aggiungere per orientare il lettore nel vasto subcontinente del romanzo. Ci sono più di 150 personaggi e qualcuno si è anche preso la briga di fare una mappa dei luoghi citati da Tolstoj e ne ha contati 212 (senz’altro sono di più).

Una recente indagine condotta da Nielsen, su un campione di 2mila lettori negli USA, ha mostrato che la maggioranza dei lettori digitali utilizza anche e soprattutto lo smartphone per leggere gli ebook. Una cosa impensabile solo due anni fa. Scoperta che conferma l’assioma che nel mondo digitale ogni previsione è una revisione. In realtà la risposta corretta al quesito “su che cosa si leggono gli ebook?” dovrebbe essere: dipende. Dipende dall’ambiente e dalla circostanza nella quale il lettore attua la lettura. Perché il lettore non utilizza un solo mezzo per leggere, ma utilizza tutti quelli che ha a disposizione, scambiandoli a seconda della contingenza, come fa con le scarpe.

La nascita del lettore/ascoltatore ibrido

La nascita di questo lettore ibrido è stata resa possibile da una tecnologia sopraffina quanto un piatto molecolare di El Bulli. Questa tecnologia, sviluppata per prima da Amazon con il servizio di Whispersync, permette di sincronizzare il punto di lettura attraverso i vari dispostivi e le applicazioni di lettura della stessa famiglia legati all’account del lettore. Riaprendo l’ebook su un differente dispositivo dall’ultimo utilizzato, ecco che la pagina che si è lasciata nella precedente sessione di lettura riappare nella nuova. L’unico requisito richiesto è di avere attiva, nei due momenti dell’abbandono e della ripresa della lettura su un differente dispositivo o applicazione, una qualsiasi connessione a Internet, wi-fi o telefonica che sia.

Amazon si è spinta ancora più avanti per venire incontro ai bisogni di quei sempre più numerosi lettori che scelgono di ascoltare un romanzo o un saggio. Per 60mila titoli disponibili su Audible — il maggiore distributore mondiale di audiobook acquistato da Amazon nel 2008 — è disponibile Whispersync For Voice che sincronizza il file audiobook con la versione Kindle ebook: si ascolta fino a un certo punto e poi si continua a leggere sul Kindle o l’applicazione dal punto lasciato con l’ascolto. Funziona anche in senso contrario. Sul Kindle Fire e la l’app Kindle per Android si può leggere e ascoltare simultaneamente.

Anche iBooks per i dispositivi Apple a Play Books per quelli Android offrono il servizio di sincronizzazione. Naturalmente non esiste alcuna interoperabilità tra sistemi differenti: non si può iniziare a leggere su iBooks e riprendere su Kindle: tutto avviene all’interno della stessa famiglia. Un bel problema che prima o poi dovremo risolvere anche per altre ragioni. Per misurare la distanza tra le rigidità dell’offerta e la dinamicità della domanda basterebbe considerare questo dato di fatto. Le abitudini di alcuni lettori diciamo “evoluti” (e non sono pochi) sono tali che questi leggono indifferentemente in digitale e in cartaceo e si approvvigionano di entrambe le versioni di un contenuto, per passare dall’una all’altra con molta disinvoltura. C’è però uno svantaggio da considerare: il libro non può essere sincronizzato con l’applicazione perché è materiale non conduttore di elettricità. Il punto di lettura dovrà  essere cercato a mano e sfogliare un testo liquido è sdrucciolevole. Esiste un apposito programma di Amazon che si chiama Kindle MatchBook, a cui purtroppo aderiscono solo pochi editori, che con l’acquisto del libro permette di scaricare il corrispondente ebook con un supplemento di prezzo di 2,99 euro. Così si può saltare dall’uno all’altro come dall’autobus alla metropolitana con lo stesso biglietto.

La rivincita della lettura

Grazie a questa ubiquità della lettura sui media digitali, la scrittura sta avendo un enorme rinascimento e, lungi dall’essere soppiantata da altre forme più sexy di comunicazione, rimane la spina dorsale della comunicazione umana come aveva preconizzato Jacques Derrida in tempi non sospetti, quando tutti i maitre-à-penser prevedevano la morte del libro e il soccombere della scrittura e della lettura per mano della parola e della visione.
I comportamenti dei lettori sono però cambiati dai tempi in cui Derrida difendeva lo spazio della scrittura. Oggi, salvo situazioni speciali, sono pochi ad avere con una certa continuità il tempo di sedersi e leggere per cinque ore di fila senza interruzioni. Altresì sono moltissime le persone che non vogliono mollare la lettura e desiderano continuarla affiancandola alle plurime attività che svolgono giornalmente sul lavoro, in famiglia e nel tempo libero e di trasferimento. Ecco che leggere negli interstizi di tempo, sfruttando le più disparate situazioni nelle quali si manifestano, è diventato l’unico modo per continuare a leggere contenuti chiamati libri. Si tratta di una lettura a singhiozzo, interrotta ma per niente distratta una volta attuato un certo allenamento e sintonizzati i sensi e l’intelligenza con questa modalità di fruizione di un contenuto cognitivo. Qual è il mezzo più adatto a questo scopo? Qual è il mezzo che l’80% della popolazione ha sempre appresso, anche durante una funzione religiosa? Lo smartphone.

Willem Van Lancker, co-fondatore di Oyster — servizio di streaming di ebook su abbonamento —, la vede così: «Il miglior mezzo per leggere è quello che hai con te. Non richiede alcuna programmazione. La libreria di casa ti serve a niente quando sei al parco». E infatti Oyster ha recentemente dichiarato che il 55% degli accessi al suo servizio di lettura avviene da uno smartphone. La maggior parte degli utenti del servizio legge durante le ore notturne e per questo Oyster ha introdotto nella sua app un’opzione che agevola la lettura in ambienti scuri: si chiama Lumin e riduce l’emissione di luce blu da parte dei dispositivi retroilluminati.

Lo smartphone come dispositivo universale

Ecco che lo sviluppo della tecnologia e i comportamenti delle persone hanno fatto emergere un dispositivo di sintesi come mezzo preferito per leggere: il phablet, cioè uno smartphone dallo schermo generoso. Si dice che Apple, che già domina questo segmento di mercato con l’iPhone 6 plus, stia lavorando su un un nuovo modello più leggero e più maneggevole. Il mercato cinese, che sta diventando il primo mercato del mondo, sta premiando gli smartphone di grande formato e oggi sono proprio gli utenti del celeste impero a mostrare il percorso dell’innovazione. Se vogliamo sapere dove andrà la tecnologia di consumo dobbiamo guardare proprio alla Cina per capire. Per esempio, in Cina la quota di mercato degli ebook è superiore di quella dei libri. In Occidente dove il libro ha una tradizione consolidata e radicata, l’ebook fatica di più a farsi strada. E alla fine resteremo indietro.
Judith Curr di Simon & Schuster, uno dei 5 maggiori editori del mondo, ha dichiarato che «il futuro della lettura digitale è sul telefono. Sarà sul telefono e sarà sulla carta». Una previsione ancora un po’ sostenuta perché, secondo l’indagine Nielsen già citata, il 41% del campione selezionato legge su un tablet (era il 20% nel 2012) e il 32% su un e-reader (era il 50% nel 2012). Sostenuta, ma non sballata: il 54% del campione legge occasionalmente anche sullo smartphone (era il 24% nel 2012). La percentuale scende però al 14% quando si tratta di indicare lo smartphone come dispositivo primario di lettura (era il 9% nel 2012).

Una tendenza che trova altre conferme. Apple dice che il 44% dei download di ebooks dal suo store avviene da iPhone e il segmento degli utilizzatori dell’app Kindle su smartphone è quello il maggiore crescita tra i clienti di Amazon.

Leggere sullo smartphone

Leggere un ebook ben realizzato su uno smartphone non è affatto una pena, come comunemente si pensa, ma un’esperienza simile da quella di guardare un video. Si può fare e può piacere. Oggi lo schermo di uno smartphone ha una risoluzione superiore a quella di un libro stampato (la risoluzione definisce il numero di punti per pollice quadrato, ppi). L’iPhone 6 plus ha 401 ppi contro i 300 di un libro. I caratteri sono più netti, dettagliati e rifiniti nelle curvature. Il contrasto è superlativo (il contrast ratio è di 1300 a 1), il che significa che il bianco è bianco e il nero è nero e non una loro approssimazione. Lo sfondo è tale che neppure la migliore carta patinata può rendere, una carta oggi utilizzata per le edizioni di prestigio. Nessun inchiostro stampato potrà mai eguagliare il nero prodotto da un schermo con un contrast ratio 1300:1.
Se poi l’editore è stato diligente la leggibilità di una pagina di un ebook non può essere eguagliata da quella di un libro stampato industrialmente per il mass market. La pagina è ariosa, lo spazio tra le righe è generoso e i paragrafi sono ben individuabili. Le pagine sugli ebook non hanno un costo, quando sulla carta costituiscono un vincolo economico significativo. L’ebook però deve essere progettato e realizzato bene. Pochi editori lo hanno capito e pertanto si vedono parecchie edizioni che sembrano un’occasione perduta.

C’è poi la questione della dimensione dello schermo: che non è poi così penalizzante come può sembrare. Oggi la dimensione media di uno schermo di un telefonino è 5,1 pollici quando nel 2011 era 3,9. Ci sono poi i phablet, quelli compresi tra i 6 e i 6,9 pollici sui quali si legge senz’altro meglio, ma hanno l’inconveniente di essere ingombranti da maneggiare e pesano circa 50 grammi in più dei telefonini di dimensioni inferiori. Si possono però ancora tenere con una mano e questo è quello che li differenzia dai mini tablet.
Il peso può essere, però, davvero un fastidio, perché tenere un oggetto immobile in posizione sospesa per un tempo prolungato può affaticare il polso e i muscoli del braccio e alla fine risultare molesto. Su questo vedremo senz’altro qualche miglioramento significativo in un futuro prossimo.

Le conseguenze della lettura su smartphone

La tendenza a leggere sui telefonini di grande formato avrà delle conseguenze molto importanti sull’intero ecosistema del libro. Finalmente i grandi editori, che continuano a controllare i contenuti e hanno investito pochissime risorse nell’ebook visto come un non richiesto format di distribuzione supplementare, saranno costretti a confezionare dei prodotti per essere consumati su una superficie piccola e affollata. Finalmente, dopo 10 anni dall’introduzione del Kindle, potremo iniziare a vedere quell’innovazione di prodotto che è completamente mancata nel mainstream dell’editoria mondiale. A questo proposito, Jennifer Maloney, il reporter del “Wall Street Journal” per l’editoria, scrive: «La crescita della lettura sul telefono sta spingendo gli editori a ridefinire il modo il cui i libri sono progettati, commercializzati e venduti alla luce degli schermi più piccoli su cui vengono letti. Sta inoltre sollevando delle preoccupazioni su come sarà possibile mantenere la concentrazione necessaria per leggere in mezzo al pullulare di alert, squilli e notifiche che avvengono sui telefonini».

Una sfida micidiale per gli autori e gli editori che finalmente dovranno confrontarsi seriamente con questa realtà dalle grandi potenzialità se vorranno rimanere a galla in uno stagno sempre più increspato. Simon&Schuster sembra esserne pienamente consapevole. Liz Perl, responsabile dell’area marketing dell’editore di New York, ha dichiarato al WSJ: «L’opzione di leggere dovunque è stupefacente. È un dovere per noi editori rintracciare questa gente». Gli editori americani stanno infatti iniziando a offrire estratti gratuiti di loro opere da scaricare entro ambienti selezionati come hotel, lounge di aeroporti, vetture ferroviarie e ovunque si concentri una clientela premium tra la quale ci saranno senz’altro lettori muniti di smartphone.

Coloro, e sono molti, che ancora pensano che leggere un romanzo su uno smartphone somigli più a una punizione che a un appagamento possono consolarsi al pensiero che leggere su un telefono è meglio che non leggere affatto. E c’è anche un pensiero migliore: coloro che leggono su un telefonino non smetteranno di comprare, regalare e scambiarsi libri. Lo faranno più che in passato, anche se non avranno il tempo di aprirli.

L’Italia però è ancora un caso a parte

La fotografia del nostro Paese è per ora completamente diversa. Sono stati presentati in questi giorni, nell’ambito di Editech 2015, i dati dell’indagine condotta da Nielsen per l’Associazione Italiana Editori sugli acquisti di libri online dei lettori italiani. Lo studio è stato compiuto su di un campione di 2000 persone di età compresa fra i 18 e i 64 anni. Dai risultati è emerso che il 97% di coloro che comprano libri online scelgono il cartaceo; solamente il 41% dice di acquistare ebook, percentuale che sale al 49% se viene preso in considerazione il download di ebook gratuiti.
Fra coloro che acquistano online gli ebook, uno su tre dichiara di leggerlo su PC o computer portatile, mentre un altro terzo dice di farlo su tablet, soprattutto sull’iPad; un italiano su cinque rivela di leggere gli ebook sugli e-reader (e il Kobo Mondadori è davanti al Kindle di Amazon), solo uno su sei utilizza il cellulare.
Una delle priorità di chi acquista libri online è risparmiare: due lettori su cinque, infatti, comprano online per cercare il prezzo migliore. Circa un terzo degli acquisti converge sugli store, mentre un quarto degli interpellati afferma di comprare ebook per poter risparmiare rispetto al cartaceo. C’è poi una netta differenza nelle modalità di informazione da parte degli acquirenti: il passaparola “analogico” continua a funzionare per chi acquista libri di carta, mentre per chi acquista ebook i punti di riferimento sono blog e magazine online.

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