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I piccoli e medi editori continuano a crescere, addirittura più del mercato generale. Chiudono infatti i primi dieci mesi dell’anno con un doppio segno +, sia per numero di copie di carta vendute che per fatturato (esclusi GDO e Amazon)

Il 2017 per i piccoli editori? Ancora in crescita, ed è il terzo anno consecutivo. Son piccoli, ma tenaci. E resistenti. La fiera Più Libri Più Liberi s’è aperta ieri a Roma, all’Eur, con un segno più, atteso e avvolgente come la celebre Nuvola di Fuksas entro la quale la manifestazione, giunta alla 16ª edizione, è per la prima volta ospitata. I piccoli e medi editori continuano a crescere, secondo i dati Nielsen elaborati per l’AIE, Associazione italiana editori. Ancor più del mercato generale. Oggi pesano il 39% del mercato generale e se consideriamo il mercato del libro di carta fino a Ottobre nelle librerie tradizionali e online (senza Amazon), senza la grande distribuzione organizzata (in cui i piccoli sono meno distribuiti), emergono risultati della piccola editoria nettamente superiori alla media e anche a quelli dei grandi editori. Registrano infatti un +3,3% a valore e un +0,6% a volume (ossia il numero di copie). I grandi editori hanno una velocità di crescita minore: +2,7% a valore e +0,4% a copie.
Dati da scomporre tra i risultati dei medi e dei piccoli editori, perché non è un settore omogeneo. Così anche i risultati risultano diversi se si considerano i top 50 del segmento (i cosiddetti medi editori, che registrano un + 5,2% a fatturato e un +3,2% a copie). Un cauto ottimismo aleggia dunque sugli oltre cinquecento editori della fiera, mai così numerosi.

Il bello della fiera di Roma è che ha appunto un pubblico per lo più interessato ai libri e che per questo paga un biglietto (8 euro), anche perché è un’occasione unica. Insomma è un’Eataly dell’editoria, piccole produzioni di nicchia — le case editrici italiane sono centinaia —, specchio di quel Paese anarcoide e policentrico che siamo: dagli esoteristi (Mediterranee, Roma) ai fanatici della bicicletta (Ediciclo, Portogruaro), dai pauperisti (Edizioni Alegre, Roma) ai mitteleuropei (Keller, Rovereto), dagli anarchici (Elèuthera, Milano) ai raffinatissimi (Giometti&Antonello, Macerata), dai poeti (Manni, San Cesario di Lecce) ai libri d’immagine (Corraini, Mantova), dall’editoria tecnica (Flaccovio, Palermo) ai francesisti (Clichy, Firenze), dai mediterraneisti (La Conchiglia, Capri) alla divulgazione scientifica (Codice, Torino) oltre a molti editori consolidati (Elliot, E/o, Fazi, Sellerio, Laterza, Nottetempo, Iperborea, etc.). Girare per la fiera dunque non è solo compiere un giro d’Italia, ma è un tour delle regioni mentali e dei gusti del belpaese. Solo che tutto questo, come tutte le piccole produzioni, fatica a entrare nelle librerie per motivi storici, fra cui una serie di piccoli conflitti d’interesse: solo da noi infatti si può essere editori, distributori, promotori e librai allo stesso tempo.
Certo alcune idiozie restano, come drogare la fiera deportandoci le scolaresche creando code assurde così i ragazzi odieranno i libri a vita. Eppure il fatto di svolgersi all’Eur durante la settimana del ponte dell’Immacolata (quest’anno da mercoledì 6 a domenica 10) dà più di un vantaggio: i dipendenti di ministeri e uffici circostanti non ci sono e lasciano i parcheggi tutti liberi, in più chi vuole venire solo alla fiera da fuori città non deve attraversare il centro e può arrivare dal raccordo in un periodo in cui è relativamente scorrevole. E infatti in molti vengono dalle regioni vicine, e qualcuno perfino da Milano (il che è più unico che raro per un evento nella capitale — in questa settimana cade anche il ponte di Sant’Ambrogio).

I numeri positivi, dicevamo. I piccoli editori nel 2017 crescono in modo significativo nella fiction straniera (+4,7% a copie e +9,2% a fatturato), nel settore bambini e ragazzi (+8,9% e +12,8%) e nella manualistica (+3,9% a volume, +8,1% a valore). E i loro sottogeneri trainanti sono fiction e letteratura generale, ma anche i libri 0-5 anni, con fiabe e filastrocche, senza dimenticare la fascia 10-13 della fiction, i manuali di pedagogia e infine i manga.

Fra i generi preferiti dagli italiani in questo 2017 la parte del leone la fanno Bambini e ragazzi, Fiction straniera e Fiction italiana: circa la metà del venduto generale appartiene a questi generi. Una copia venduta su 4 nel 2017 appartiene al primo genere (23,9%, in crescita), 1 copia venduta su 4 alla fiction straniera (23,7%, in leggera diminuzione). Cresce il peso della fiction italiana (16,1% delle copie vendute) e della non fiction specialistica (manualistica: 9,8% delle copie vendute). Diminuisce la non fiction pratica (guide, libri di cucina, etc.: 12,9% delle copie vendute) e la non fiction generale (saggistica: 13,7% delle copie vendute).

«I piccoli e medi editori» commenta Diego Guida, presidente del Gruppo Piccoli editori AIE, «risultano uno dei settori più innovativi dell’editoria italiana, con una grande volontà di esplorare nuovi generi, nuove letterature internazionali e nuovi autori. Vedo nella fiera Più Libri Più Liberi l’emergere di nuove realtà editoriali, che sono sicuro potranno più facilmente crescere e svilupparsi quando si raggiungerà l’approvazione di quella legge organica sul libro e sulla lettura di cui l’Italia ha da anni profondo bisogno». Bla bla bla. Le chiacchiere sono la solita fuffa. Ma i numeri sono reali, e fanno ben sperare.

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