La Memoria e il Dubbio

 5,99 11,00

Formati disponibili: Libro cartaceo, ePub, mobi
Pagine (a stampa): 304
Formato pagina (a stampa): 150×210 mm
Dimensioni files: epub 693 k (.zip), mobi 1,2 Mb (.zip)
Editore: Rainkids – Luigi Manglaviti (26 marzo 2015)
Lingua: Italiano
ISBN: 9788865018149

Disponibile in versione cartacea anche su Amazon

Copertina flessibile
Pagine: 300
Formato 152 x 228 mm
Peso 517 g
ISBN: 9788865010075

Disponibile anche solo via Kindle™. Inoltre, i lettori che acquistano su Amazon il libro cartaceo possono scaricare gratuitamente l’e-book per il Kindle.

Svuota

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

Sinossi

Intrattenimento di classe superiore

Un “noir” intenso, di sapore cinematografico, ambientato in varie città d’Europa. Un giallo a tinte forti che è anche e soprattutto una dichiarazione d’amore per la narrativa letteraria e per il piacere di leggere.

Da un certo momento in poi i gialli si sono chiamati così per l’invenzione di un grafico francese che volle tale colore per la collana poliziesca di Gallimard. E in questo libro c’è polizia, ci sono omicidi (tanti), c’è spionaggio, c’è investigazione (sui generis), ci sono misteri che si attorcigliano, ci sono emozioni, sesso, perfino musica e calcio dal vivo, e anche il finale a sorpresa: sono presenti tutti i fattori che dànno vita al puro piacere della lettura. (Ma anche i “grandi temi umani”: la famiglia, il matrimonio, il rapporto fra generazioni, con ruoli di primo piano per la giovinezza, la maturità e la vecchiaia…)
Senza mai stancare. Lo stile è fluido e al contempo colorito; la trama, pur complessa e in parte discronica, godibile e sufficientemente lineare. Omaggia un mito del Novecento, il grande Orson Welles, prendendo spunto dal plot di un suo adorabile film “noir” e riscrivendone narrazione, fini, luoghi, personaggi, filosofia e morale. È la vicenda di un uomo mediocre, ex-affarista di successo caduto troppo presto in disgrazia, che per miseria — morale e materiale — e ingenuità finisce per cacciarsi in un guaio assai più grande di lui, apparentemente senza via di uscita. Il lettore viene condotto in un’avventura molto visiva, quasi cinematografica, ambientata in un’epoca recente ma che sembra già remotissima (2006/2007: appena prima della “crisi”, dei social network e del “mobile internet”), un ordito che si sviluppa toccando i più svariati angoli d’Europa, quasi da vedere coi propri occhi, da toccare con mano, da percorrere coi propri piedi: Liverpool, Copenhagen, Dubrovnik, Ginevra, Catania, Tallinn, Londra, la Linguadoca e il sud della Francia.

Chi ama i gialli, ne apprezza l’ineffabile senso di pienezza ed economia. In un buon giallo — e questo lo è, parola mia — quasi nulla viene sprecato, non una frase, non una parola che non siano significative (sebbene l’autore non si lasci sfuggire occasione di qualche concessione: un fenomeno di costume qui, una riflessione sulla società lì), e anche se non lo sono, hanno il potenziale per esserlo, il che è lo stesso. Il mondo di un libro giallo prende vita nel fermentare delle possibilità, dei segreti e delle contraddizioni. Poiché tutte le cose viste o dette, anche le più futili e banali, possono ricondurre allo scioglimento della vicenda, non si deve trascurare nulla. Tutto diviene essenza, anche la libera narrazione letteraria, le meditazioni, le osservazioni, gl’infimi dettagli psicologici e le grandi questioni filosofiche: il centro del libro si sposta a ogni avvenimento che lo proietta in avanti. Quindi il centro è ovunque, e non si può tracciare una circonferenza finché la lettura non è terminata.
E chi cercherà il cuore della storia nell’interstizio fra la creazione e il suo autore si sbaglierà: conviene cercare non nel campo fra lo scritto e lo scrittore bensì in quello che sta fra lo scritto e il lettore. Così questo romanzo avrà assolto anche una sua funzione pedagogica. Sui lati oscuri dell’animo umano. Che tutti rechiamo dentro in qualche modo. Peccato e redenzione, fallimento e successo: ogni destino può essere ribaltato, anche in modi del tutto inattesi. Soprattutto ammettendo (e da qui il titolo dell’opera) che la verità è inafferrabile, giace al di là delle possibilità umane: perché neanche la memoria è sufficiente a certificare la realtà delle cose e degli eventi.

L’Autore

mangla_icon_retrolibri_quadrata

Luigi Manglaviti

Mi piacciono le storie. Sono un ottimo ascoltatore di storie. So sempre quando un’anima o un personaggio stanno sospesi in aria e hanno bisogno di me per raccontarsi. Bisogna essere disponibili, lasciare sempre l’immaginazione accesa. Tanto non consuma niente e non fa male all’ambiente. Ascoltare e raccontare sono un po’ la stessa cosa, facce d’una medaglia preziosamente umana. La mia musica, i miei libri, sono nati così: li ho semplicemente accolti.
Per usare le parole di Tabucchi, la vita non è in ordine alfabetico, come sembrano credere in parecchi. Appare un po’ qua e un po’ là, come meglio crede; briciole (il problema è raccoglierle dopo), anzi, un mucchietto di sabbia. Qual è il granello che sostiene l’altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori con un dito, sentieri che non portano da nessuna parte, dài e dài, stai lì a tracciare ghirigori, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme? Poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più con gli andirivieni; sulla sabbia c’è un tracciato strano ma avvincente, un disegno con una logica e un costrutto. Ti viene un sospetto. Che il senso di tutto erano i ghirigori. Le mie storie, le mie canzoni, sono nate così: ho disegnato qualcosa di vasto e articolato sulla sabbia, alla ricerca d’un granello iniziale perduto. Che ovviamente non ho mai ritrovato. Ma l’emozione che si prova davanti al disegno finale sulla sabbia ripaga d’ogni cosa.
Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra. Con i libri che scrivo non risolvo il mio problema, ma ho la speranza che il mio complesso disegno sulla sabbia contribuisca almeno a risolverlo ad altri. In fondo, anche la famosa ricerca del Graal non è altro che questo: l’importante è il viaggio, non la meta. E chi ha l’occhio allenato dai libri, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.

Narrativa stesso autore: