L’enigma Ha-Notzri

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Pagine (pdf): 82
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Editore: Rainkids – Luigi Manglaviti (12 dicembre 2011)
Lingua: Italiano
ISBN: 9788865018064

Disponibile anche in versione cartacea su Amazon

Copertina flessibile
Pagine: 82
Formato 127 x 203 mm
Peso 145 g
ISBN: 9781521375426

(Disponibile anche via Kindle™)

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Sinossi

BEN PANTHERA, BEN STADA, CELSO, TOLEDOTH E GLI EQUIVOCI RABBINICI SU GESÙ
Analisi storico-critica sulle polemiche fra primi Cristianesimi e Giudaismo rabbinico che diedero vita al rompicapo “Yeshu Ha-Notzri”. Contiene la versione integrale delle “Toledòth Yeshu”.

Hai sentito parlare di Ben Panthera e/o Ben Stada, che molti definiscono il “modello” servito per costruire il “mito del Cristo”, denunciato da Celso già nel 178 d.C.? Vuoi sapere che relazione c’è fra Gesù e il curioso “Yeshu ha-Notzri” che compare sul Talmud e nella letteratura rabbinica? Ti chiedi chi fossero mai questi “messia guerriero” e “messia spirituale” attesi in Palestina nel I Sec.? E perché Bulgakov, ne ‘Il Maestro e Margherita’, fa dire al suo Jeshua che è originario di Gamala e non di Nazareth?
Ora c’è una risposta chiara.
È tutto spiegato su questo eBook — tratto dal più esteso libro “Cerco il Figlio”, del quale costituisce un capitolo.


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L’Autore

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Luigi Manglaviti

Mi piacciono le storie. Sono un ottimo ascoltatore di storie. So sempre quando un’anima o un personaggio stanno sospesi in aria e hanno bisogno di me per raccontarsi. Bisogna essere disponibili, lasciare sempre l’immaginazione accesa. Tanto non consuma niente e non fa male all’ambiente. Ascoltare e raccontare sono un po’ la stessa cosa, facce d’una medaglia preziosamente umana. La mia musica, i miei libri, sono nati così: li ho semplicemente accolti.
Per usare le parole di Tabucchi, la vita non è in ordine alfabetico, come sembrano credere in parecchi. Appare un po’ qua e un po’ là, come meglio crede; briciole (il problema è raccoglierle dopo), anzi, un mucchietto di sabbia. Qual è il granello che sostiene l’altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori con un dito, sentieri che non portano da nessuna parte, dài e dài, stai lì a tracciare ghirigori, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme? Poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più con gli andirivieni; sulla sabbia c’è un tracciato strano ma avvincente, un disegno con una logica e un costrutto. Ti viene un sospetto. Che il senso di tutto erano i ghirigori. Le mie storie, le mie canzoni, sono nate così: ho disegnato qualcosa di vasto e articolato sulla sabbia, alla ricerca d’un granello iniziale perduto. Che ovviamente non ho mai ritrovato. Ma l’emozione che si prova davanti al disegno finale sulla sabbia ripaga d’ogni cosa.
Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra. Con i libri che scrivo non risolvo il mio problema, ma ho la speranza che il mio complesso disegno sulla sabbia contribuisca almeno a risolverlo ad altri. In fondo, anche la famosa ricerca del Graal non è altro che questo: l’importante è il viaggio, non la meta. E chi ha l’occhio allenato dai libri, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.