L’Uomo Nuovo (potremmo ricavare energia pulita?)

 11,99

Formati disponibili: epub, mobi
Dimensioni files (.zip): epub 1,4 Mb, mobi 2,4 Mb
Pagine: circa 1320 digitali
Lunghezza originale libro cartaceo: 672 pagine
Editore: Rainkids – Luigi Manglaviti (31 gennaio 2005)
Lingua: Italiano
ISBN: 9788865010037

Disponibile su Amazon in versione cartacea

Copertina flessibile
Pagine: 608
Formato 152 x 228 mm
Peso 1 kg
ISBN: 9781521308486

Disponibile anche via Kindle™

Sinossi

Si può scrivere un saggio usando la tecnica del romanzo? Cioè facendo in modo che siano dei personaggi di fantasia e non l’autore, a esporre i temi e le problematiche da affrontare?… Detto in termini televisivi, può un documentario avere la struttura di una fiction?
La risposta è sì. Specialmente quando gli argomenti sono molti, e richiederebbero più di un libro.
Inoltre, dal punto di vista di chi legge, la forma narrativa è più divertente di quella della saggistica: una sceneggiatura d’avventura è generalmente più godibile di un trattato.

Da questa convinzione è scaturito “L’Uomo Nuovo”.
Nel 2002 mi venne voglia di scrivere un giallo. Un bell’intrigo internazionale.
Da qualche anno avevo anche intenzione di metter giù dei saggi che facessero impietosa pulizia di un cumulo di bufale (Priorato di Sion, Rosacroce, Rennes-le-Château, ‘facce’ su Marte…) e di menzogne (Massoneria, omicidio Moro, Torri Gemelle, Echelon, petrolio, guerra in Iraq…) su cui la gente si appassiona e si arrovella da sempre, alla ricerca di una verità che i ciarlatani da un lato e i governanti dall’altro sono avvezzi a celare con pari abilità.
A inizio 2005, sfinito, entrai in tipografia con un voluminoso manoscritto: parafrasando il veterinario del famoso spot di un amaro, «era stata dura, ma ce l’avevo fatta». Una serie di “documentari” erano diventati un unico “film d’azione”.
Avevo riunito narrativa e saggistica in un solo elettrizzante libro. Questo.
Che a molti anni dall’uscita continua a conquistare proseliti.

* * * * *

Domande (e risposte) che fanno girare la testa…
Il Priorato di Sion e i Rosacroce sono una finzione che è diventata realtà?
Il cervello è un organo caduto in disuso con l’evoluzione, come le tonsille?
Le Torri Gemelle se le son buttate giù, involontariamente, gli stessi Americani?
Osama bin Laden e al’Qāeda non sono mai esistiti?
La democrazia è una presa in giro studiata a tavolino?
La Mucca Pazza, l’Influenza Aviaria, i reality-show e la Juventus sono sofisticate tecniche di sottomissione dei popoli?
Aldo Moro è stato fatto fuori dalla Massoneria Atlantica?
Gli islamici odierni hanno tutte le ragioni per odiare l’Occidente?
L’ex-impero sovietico è una bomba ambientale planetaria pronta a esplodere?

Visualizzazione personaggi
(illustrazioni dell’autore)

Leggi estratto

L’Autore

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Luigi Manglaviti

Mi piacciono le storie. Sono un ottimo ascoltatore di storie. So sempre quando un’anima o un personaggio stanno sospesi in aria e hanno bisogno di me per raccontarsi. Bisogna essere disponibili, lasciare sempre l’immaginazione accesa. Tanto non consuma niente e non fa male all’ambiente. Ascoltare e raccontare sono un po’ la stessa cosa, facce d’una medaglia preziosamente umana. La mia musica, i miei libri, sono nati così: li ho semplicemente accolti.
Per usare le parole di Tabucchi, la vita non è in ordine alfabetico, come sembrano credere in parecchi. Appare un po’ qua e un po’ là, come meglio crede; briciole (il problema è raccoglierle dopo), anzi, un mucchietto di sabbia. Qual è il granello che sostiene l’altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori con un dito, sentieri che non portano da nessuna parte, dài e dài, stai lì a tracciare ghirigori, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme? Poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più con gli andirivieni; sulla sabbia c’è un tracciato strano ma avvincente, un disegno con una logica e un costrutto. Ti viene un sospetto. Che il senso di tutto erano i ghirigori. Le mie storie, le mie canzoni, sono nate così: ho disegnato qualcosa di vasto e articolato sulla sabbia, alla ricerca d’un granello iniziale perduto. Che ovviamente non ho mai ritrovato. Ma l’emozione che si prova davanti al disegno finale sulla sabbia ripaga d’ogni cosa.
Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra. Con i libri che scrivo non risolvo il mio problema, ma ho la speranza che il mio complesso disegno sulla sabbia contribuisca almeno a risolverlo ad altri. In fondo, anche la famosa ricerca del Graal non è altro che questo: l’importante è il viaggio, non la meta. E chi ha l’occhio allenato dai libri, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.

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