Oggi è impossibile vivere di scrittura

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Solo un autore su 10 si guadagna da vivere con la scrittura: appena otto anni fa erano 6 su 10.

Di tutte le cose attualmente descritte come “in crisi” — la Sanità, la Casa Bianca, la popolazione di ricci —, la narrativa letteraria potrebbe non essere molto in alto in termini di allarme pubblico. Ma un drammatico rapporto pubblicato dall’Art Council of England (ACE) ha sollevato lo spettro del romanziere intellettuale come specie in via di estinzione e ha avviato un dibattito combattivo su come, se non del tutto, gli scrittori dovrebbero essere finanziati.

Lo studio afferma che il calo dei prezzi dei libri, delle vendite e degli utili portano gli autori letterari a lottare come mai prima per guadagnarsi da vivere dalla loro opera. Nicola Barker, vincitore del Goldsmiths Prize nel 2013, sottolinea: «La maggior parte di noi vive alla giornata. Non siamo diversi dai bravi ceramisti o violinisti o ricamatori». Nel mercato odierno, la vendita di 3.000 copie del tuo romanzo è qualcosa di rispettabile, ma tenendo conto del prezzo medio e dello sconto del 50% al rivenditore, restano solo circa €12/15.000 da dividere tra editore, agente e autore. Non sorprende che la percentuale di autori che si guadagna da vivere a tempo pieno esclusivamente con la scrittura sia scesa dal 40% all’11,5% in meno di un decennio.
Per evitare che la scrittura di romanzi diventi un’attività riservata a coloro che dispongono di mezzi indipendenti, ACE suggerisce un intervento di emergenza: sovvenzioni dirette per autori e finanziamenti migliori per editori indipendenti e altre organizzazioni.

Sono gli autori della “lista media”, un tempo supportati dagli editori nonostante le vendite modeste, i più vulnerabili, soprattutto quando si tratta di divisione degli utili. Il rapporto ACE sottolinea che i profitti dei principali editori sono aumentati: eppure non c’è sufficiente investimento nei nuovi autori, o nella diversità dell’offerta. E se i futuri scrittori, prima di diventare tali, non si vedono riflessi — in termini di guadagni, oltre che di etnia, classe sociale, convinzioni — nei libri, il “pool genetico letterario” diventerà stretto in modo preoccupante. Insomma, la qualità somiglierebbe a un lago che si prosciuga, lasciando solo improbabili e volatili pozzanghere qua e là.

Guadagnarsi da vivere facendo soltanto gli scrittori, dunque, attualmente è statisticamente impossibile. Meglio gli YouTuber.

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