L’oca d’oro della Saggistica

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Se sei un autore di saggistica, avere l’idea sulla carta non è sempre la sfida più grande: la parte difficile è far leggere il libro fino alla fine. Siamo esperti. Siamo i migliori nei nostri campi. Conosciamo il nostro lavoro all’interno e all’esterno. Ma si può pubblicare buona saggistica in modi molto migliori, che fornire un elenco di passi da seguire o sputare eventi in ordine cronologico.

Gli autori di saggistica dovrebbero prendere alcuni suggerimenti osservando autori di altri campi. Nella narrativa, per esempio: lì non c’è scelta. La storia deve progredire. Si deve scrivere la storia in modo che il lettore si preoccupi di ciò che accade dall’inizio alla fine. E se facciamo bene il nostro lavoro, faremo in modo che lettrici e lettori stiano in piedi ben oltre l’ora di andare a letto.
Anche nella saggistica i libri vanno costruiti in modo che non si veda l’ora di girare pagina.

I livelli di attenzione e concentrazione oggi sono molto bassi. Possiamo incolpare gli smartphone, i millenni o il bel tempo: comunque dobbiamo sforzarci di mantenere l’attenzione dei nostri lettori. Quando disponi di pochi secondi per acchiappare e tenere in pugno il lettore, la sua attenzione costringe il tuo lavoro a essere pulito e serrato. Una volta si usava andare avanti per venti pagine in tutta tranquillità e senza stare a preoccuparsi troppo: quei giorni sono finiti. Dobbiamo afferrare il nostro lettore per la collottola, sollevarlo da terra e non lasciarlo andare fino a quando non scriviamo la fine. E questo include la saggistica.

Tre domande magiche

“Qual è il segreto che solo io so su questo argomento?” Questa è la tua… Oca d’oro. Il tuo soggetto segreto è il “gancio” per la tua saggistica. Quello che sarà rivelato all’interno e che costituisce il 98% del motivo per cui il tuo lettore comprerà il tuo libro. Oggi ognuno è in grado di scoprire qualunque cosa con Google: ma solo tu puoi fornire l’Oca d’oro. Rilasciandola con attenzione e parsimonia in profondità nel libro.

“Quali sono le basi che il mio lettore deve conoscere?” Questo è un po’ il campo di Google. Devi fornire tutto ciò che il profano più profano deve sapere per capire il tuo libro. Sia che tu stia insegnando un’abilità o discutendo di storia, comincia dal principio. Non c’è bisogno di andare in profondità con le basi, se scrivi un libro avanzato; ma in qualunque caso queste basi devono essere date all’interno del libro, non essere lasciate a Google.

“Come posso organizzare questo libro in modo che si legga come una fiction?” Si possono usare tecniche narrative: per esempio, termina i capitoli con domande aperte che saranno rivelate in seguito, per mantenere movimentata l’opera. Non vomitare in anticipo tutte le tue informazioni migliori. Cospargile. Di’ pure che rivelerai qualcosa di importante, ma che ciò avverrà in seguito, non troppo presto. In breve: devi disporre i capitoli del libro in un modo che si legga come una storia. Vuoi un modello? La saggistica scritta dai giornalisti: lo sanno fare in modo fantastico.

Il concetto di Oca d’oro

Anche senza saperlo, abbiamo tutti sperimentato la promessa di un’Oca d’oro. A volte è nel titolo di un libro. Altre volte è nel sottotitolo, o nascosta nel risvolto di copertina. Sei un esperto in qualcosa? Allora hai una prospettiva unica che nessun altro può replicare: usa questa prospettiva a tuo vantaggio.
Forse hai lavorato all’interno dell’azienda per vent’anni, o tuo nonno ha vissuto accanto al tuo soggetto. Forse hai inventato un nuovo metodo nel tempo libero, l’hai testato sul campo e hai ottenuto risultati migliori di qualsiasi altra cosa sul mercato. Queste sono le tue “Oche”.

Trattala con cura: non dimenticare che la tua Oca d’oro è il motivo per cui il tuo lettore compra il tuo libro. Se dài tutte le informazioni nelle prime dieci pagine, si potrebbe anche gettare il resto del libro nella spazzatura.

Aggancia il lettore con un “allestimento” che porti a desiderare di più man mano che scorrono le pagine. È manipolazione? Certo, per la miseria: ma tutti vogliamo essere manipolati in questo modo! L’Oca d’oro è il filo conduttore di tutto il libro: sveliamola lentamente e non solo il lettore finirà il libro, ma dirà agli altri di comprarlo.

Non bruciare la tua Oca d’oro nel forno, alzando troppo la temperatura: cucinala a fuoco lento.

Le basi

Ne abbiamo accennato prima (era la seconda “domanda magica”). Nel tuo forno, le basi sono le patate. Un esperto lettore può scremare questa sezione, ma capirà perché l’hai inclusa. Un dilettante apprezzerà questi pezzi. Forse ha preso il libro sperando di imparare scorciatoie dalla tua Oca d’oro, ma ha comunque bisogno delle basi.
Per definire le tue basi, osserva con curiosità e studia i primi dieci libri del tuo stesso filone editoriale. Assicurati di includere tutte le basi che servono, e magari un po’ più di quelle. Come detto prima, se si scrive un libro avanzato, si possono anche “sfogliare” le basi. Sarà il tuo filone a definire ciò che deve essere trattato qui. Quello che non dovresti fare è scrivere l’intero libro sulla tua Oca d’oro senza mostrare al lettore come ci sei arrivato. C’è sempre bisogno delle basi, o della storia di fondo.

Costruire un gira-pagine

Gli scrittori e gli sceneggiatori di film e opere teatrali utilizzano una struttura in tre atti: ci sono un inizio, una metà e una fine. Fai lo stesso anche per la tua saggistica. Una volta decise le pietre miliari, scrivile su foglietti grandi quanto biglietti da visita, poi sistemale in fase di redazione in modo tale che abbiano un “gancio” irrisolto all’inizio, una storia progressiva al centro e un finale con molto climax.

Non dare le tue migliori informazioni in anticipo. È insopportabile quando gli autori di saggistica riempiono i loro libri con schemi a più pagine di quello che stanno per dire, poi raccontano, quindi riassumono alla fine quello che hanno detto. Se devi spiegare il tuo lavoro tre volte per riempire un libro, non hai un libro: hai un articolo, più un mucchio superfluo di parole intorno.

Un buon saggio inoltre è senza tempo. Possiamo leggerlo oggi o tra vent’anni e sarà altrettanto importante. Un libro di saggistica è ben più di una lista top-ten o di un biglietto da visita di 200 pagine. Se lo scrivi nel modo migliore, diventerà la tua eredità come saggista («toh, guarda: quello è il tipo che ha scritto “Zuppa di pollo per l’anima”…!»).

Se ti rendi conto di non avere abbastanza materiale per un libro, allora non scrivere il libro. Forse puoi scrivere un libro più grande con la stessa Oca d’oro, ma devi prima ampliare l’idea: non c’è niente di peggio che leggere un articolo da 10 pagine che è stato imbottito fino a occuparne 200. Intendiamoci: libri così vengono pubblicati a decine ogni mese, e molti di essi sono pubblicati dai maggiori editori. Be’, tu non farlo. Dài più sostanza, e i tuoi lettori te ne saranno grati per sempre.
Non devi scrivere un libro molto lungo: devi fornire una lettura soddisfacente, che alla fine dell’ultima pagina renda migliori di quando si è iniziato a leggerlo, il tuo libro.

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