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Componenti Originali

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Formati disponibili: PDF protetto, ePub, mobi
Pagine (pdf stampabile): 164
Formato pagina (pdf stampabile): A4
Dimensioni file: 3,2 MB
Editore: Rainkids – Luigi Manglaviti (22 marzo 2013/15 marzo 2020)
Lingua: Italiano
ISBN: 9788865018125

Disponibile su Amazon in versione cartacea

Copertina flessibile
Pagine: 326
Formato: 133,4×203,2 mm
Peso: 450 g
ISBN: 9788865010129

Disponibile anche via Kindle™.

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Sinossi

Sottotitolo: «Cronache di fatti sorprendenti troppo brevi e incidentali per stare insieme in un solo romanzo»

Antologia di racconti e romanzi brevi e brevissimi (1991/2020)

Un libro, da assaporare senza fretta, che è un vero e proprio inno alle idee e tra le cui righe si ritrovano lezioni esistenziali condite con ironia, stupore e un velo di tristezza. Trame in cui l’essere umano è sempre protagonista con le sue idiosincrasie, le sue ambizioni e le sue miserie — ma anche con sorprendenti voli pindarici — nella sua relazione complicata con il mondo. Personaggi che si interrogano «sulla vita, l’universo e tutto quanto» ma non dispongono di un supercomputer cui affidare le domande — al massimo un vecchio zio malato, o un introverso diciassettenne.

Scritti «nei secondi 28 anni» dell’autore (tra il 1991 e il 2020), i romanzi brevi, brevissimi e ‘instant’ che compongono questa antologia sono incursioni a volte urticanti, a volte raffinate nei più gettonati generi della narrativa contemporanea: Giallo, Fantastico, Thriller, Avventura, Humour, Pulp (e perfino Eros). Cronache vibranti come pennelli mentre dipingono il ritratto d’un certo tipo d’umanità: quella che non produce Storia, ma storie.

L’autore, novelliere versatile spesso e volentieri prestato alla saggistica, esplora i paradossi dell’esistenza con ricchezza di visione e di fantasia, attraverso uno sguardo anarchico, insaziabile, sfaccettato, con stile veloce e colorito.
Tra repentini cambi di visuale, il susseguirsi dei racconti — con dei piccolissimi “interludi zen” disseminati fra un miniromanzo e l’altro — riesce ad alimentare continuamente il dubbio e la meraviglia, a smontare convinzioni, sempre sull’orlo del desiderio tra quello che si vorrebbe e quello che è il reale, sull’orlo dell’immaginazione, sull’orlo della verità. Perché la verità plana, cade, si rialza e si trasforma passando da un piano narrativo all’altro, da una voce all’altra, da un punto di vista all’altro, e infine sfugge lasciando lo scetticismo dell’inganno, dell’invenzione, della rivelazione suggerita e poi negata. Come nella tensione erotica travolgente che è anche disperato amore romantico, i due ingredienti amalgamati nella lunga relazione sentimentale fra due donne, “Saffodrama”, viaggio senza tabù nei lati più scintillanti e via via più oscuri e tragici della passione. O come nella rappresentazione metafisica della realtà di “The Face” e “La possibilità di Moebius”, che sono stimoli alle percezioni sensoriali affinché il lettore possa addentrarsi ben oltre l’aspetto materiale delle cose, in una visione trascendentale volta alla ricerca di un significato che si potrebbe definire assoluto, divino — anche se l’«avveniristico» rimane sempre ironica bramosia di un ritorno a un mondo più a misura d’uomo, di un rientro nel perfetto ordine di quella natura da cui con il tempo ci siamo allontanati credendo di esserne dominatori e non semplici frazioni.

Le contraddizioni, le assurdità e il nonsense del vivere sono narrati attraverso uno sguardo che dissemina in tutto il libro frammenti di analisi e riflessioni a caldo anche nei generi classici, come nel poliziesco “Pollice verde” o nell’avventura quasi onirica de “L’isola”.
Scrutare futuro e passato, dando corso a un’irresistibile dissoluzione del presente in cui emozioni, situazioni, vicende e memoria vivono e fluiscono contemporaneamente, si rivela allora essere un unico piano ponderato, il motore di una elevata possibilità di affrancamento dalla mediocrità quotidiana, di cui queste “componenti originali” prese una a una sono le singole “parti di ricambio”.

Sommario:
The face (1991)
Prospettive — così nacquero i miti (2011)
spot 1
La ricetta (2008/2020)
Vento, dune, cammelli (1992, remake 2009)
spot 2
Ghost track 1
Scuola pubblica senza risorse (2012)
È un ragazzo introverso (2014/2020)
La Canzone dell’Altrove (2011)
Troppe stragi nelle scuole americane (2012)
Queueing – part 1/4 (2011)
Le correnti telluriche (1991)
Un colpo facile facile (2012)
Queueing – part 2/4 (2011)
Gaia ferita (2012)
Pollice verde (1995/2020)
spot 3
La possibilità di Moebius (1992/2009)
QB revolution (2012)
spot 4
Cinque minuti di un fringuello (2012)
Queueing – part 3/4 (2011)
Il barbiere di Tombstone (2012)
Il clou (2012)
L’isola (2014/2020)
spot 5
Queueing – part 4/4 (2011)
Cinemascope (2012)
Un pomeriggio non comune (2013)
Ghost track 2
One more thing…
Saffodrama (2012)

L’Autore

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Luigi Manglaviti

Mi piacciono le storie. Sono un ottimo ascoltatore di storie. So sempre quando un’anima o un personaggio stanno sospesi in aria e hanno bisogno di me per raccontarsi. Bisogna essere disponibili, lasciare sempre l’immaginazione accesa. Tanto non consuma niente e non fa male all’ambiente. Ascoltare e raccontare sono un po’ la stessa cosa, facce d’una medaglia preziosamente umana. La mia musica, i miei libri, sono nati così: li ho semplicemente accolti.
Per usare le parole di Tabucchi, la vita non è in ordine alfabetico, come sembrano credere in parecchi. Appare un po’ qua e un po’ là, come meglio crede; briciole (il problema è raccoglierle dopo), anzi, un mucchietto di sabbia. Qual è il granello che sostiene l’altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori con un dito, sentieri che non portano da nessuna parte, dài e dài, stai lì a tracciare ghirigori, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme? Poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più con gli andirivieni; sulla sabbia c’è un tracciato strano ma avvincente, un disegno con una logica e un costrutto. Ti viene un sospetto. Che il senso di tutto erano i ghirigori. Le mie storie, le mie canzoni, sono nate così: ho disegnato qualcosa di vasto e articolato sulla sabbia, alla ricerca d’un granello iniziale perduto. Che ovviamente non ho mai ritrovato. Ma l’emozione che si prova davanti al disegno finale sulla sabbia ripaga d’ogni cosa.
Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra. Con i libri che scrivo non risolvo il mio problema, ma ho la speranza che il mio complesso disegno sulla sabbia contribuisca almeno a risolverlo ad altri. In fondo, anche la famosa ricerca del Graal non è altro che questo: l’importante è il viaggio, non la meta. E chi ha l’occhio allenato dai libri, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.